Senza bussare

Sei tornato alla mia porta, serrata
o almeno così avevo giurato a me stessa
dopo aver scacciato via la tua ombra
crudelmente
In piena quiete le mie arterie
Con battito quasi indifferente
ho aperto uno spiraglio, tanto piccolo
quanto bastava per perdermi nell’inganno di un frammento
Stregoneria è l’inconscio
non mento, che combatte silenzioso
contro la parte razionale di sé stesso
Eterno vincitore è l’inconscio
confesso, che finge di costruire castelli intorno a un’emozione
per poi trascinarli via come fossero sabbia contro la marea
Lasciandola indifesa
Lasciandomi in apnea
Ingresso sbarrato ma finestre spalancate al vento
Come un artificio di sopravvivenza, mi raccontavo una storia
Che non era quella, rammento
Che non eri tu